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Guide su argomenti relative ai veicoli Tesla

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HOTSPOT AUTOMATICO

Ciao Highlanders, ciao Teslari, Molti di Voi avranno sicuramente valutato se il canone mensile per la Premium Connectivity sia davvero una spesa indispensabile per le proprie necessità. Al di là dell’indubbio vantaggio per chi desidera ascoltare musica in alta qualità lossless tramite Tidal o Apple Music, la scelta di utilizzare il proprio hotspot personale nasce spesso da una riflessione molto pragmatica. Se non utilizzate con frequenza le funzioni esclusive del pacchetto Tesla, come la visualizzazione remota delle telecamere di sicurezza dall’applicazione, ha poco senso sostenere un costo fisso di dieci euro al mese quando i Vostri piani tariffari mobili dispongono già di centinaia di gigabyte di dati che spesso restano inutilizzati. Tuttavia, per rendere questa soluzione fluida e affidabile, è necessario intervenire con precisione sulla configurazione dello smartphone e sulla sua automazione. Per assicurarvi che la connessione sia solida e non si interrompa durante la marcia, saprete che il primo passo fondamentale è attivare l’opzione Rimanere connessi in Drive nel menù Wi-Fi della Vostra Tesla. Ma la vera stabilità dipende dalle impostazioni profonde del Vostro dispositivo mobile. Vi suggerisco di configurare la banda dell’hotspot su un profilo di compatibilità che includa sia i 2.4 GHz che i 5 GHz e di verificare che il tipo di indirizzo MAC sia impostato su quello statico del dispositivo. È inoltre di vitale importanza disattivare il supporto allo standard Wi-Fi 6 qualora riscontraste difficoltà di aggancio del segnale e rimuovere ogni impostazione di risparmio energetico o timeout automatico dell’hotspot, che rischierebbero di interrompere la connessione proprio nei momenti meno opportuni. Per quanto riguarda gli utenti Android, l’obiettivo è rendere l’attivazione del servizio totalmente trasparente attraverso le routine native del sistema o applicazioni dedicate come MacroDroid e Automate. La procedura ottimale si articola in questi passaggi: Se invece fate parte dell’ecosistema iPhone, potete ottenere un risultato equivalente utilizzando l’applicazione Comandi Rapidi (Shortcuts), seguendo questo percorso logico: Sistemare correttamente questi dettagli tecnici Vi permetterà di godere di una connessione stabile e di un risparmio economico reale, sfruttando al massimo le risorse che già pagate nei Vostri abbonamenti telefonici. Poiché ogni modello di smartphone può presentare piccole differenze nella gestione energetica, Vi invito a testare questi parametri per trovare la configurazione più solida per il Vostro specifico dispositivo. Come sempre, spero di esserVi stato utile, il Vostro ModERD di fiducia.

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AGGIORNAMENTI SOFTWARE

Ciao Highlanders, ciao Teslari, Vi sarete sicuramente accorti di quanto spesso si discuta, all’interno della nostra community, della reale differenza tra l’impostazione Standard e quella Avanzata per la ricezione dei software nelle nostre Tesla. Molti di Voi si saranno chiesti se questa scelta influisca davvero sulla velocità con cui riceviamo le novità o se sia solo una preferenza estetica. La realtà tecnica è che selezionando l’opzione Avanzato non accedete a versioni sperimentali instabili, ma semplicemente chiedete al sistema di essere inseriti nel primo scaglione di distribuzione pubblica. Questo implica che avrete la possibilità di testare le nuove funzioni prima degli altri, ma dovrete anche mettere in conto la ricezione di piccoli e frequenti aggiornamenti correttivi che servono a rifinire il software prima che questo venga distribuito, in una forma più consolidata, a chi ha scelto il profilo Standard. Avrete poi notato, talvolta con un pizzico di comprensibile frustrazione, che durante la fase di scaricamento la barra di avanzamento sembra spesso bloccarsi su percentuali fisse per lunghi periodi o addirittura tornare indietro di qualche punto percentuale. Vi sarete forse chiesti se la vostra connessione Wi-Fi sia insufficiente o se il sistema sia andato in errore. In realtà, quello che state osservando è un sofisticato meccanismo di sicurezza della vettura. L’auto esegue infatti dei controlli di integrità estremamente rigorosi sui dati che riceve per garantire che ogni pacchetto sia perfetto. Se il segnale di rete ha una piccola incertezza e un frammento di codice arriva corrotto, la vettura preferisce scartare quella parte e riscaricarla correttamente piuttosto che rischiare di avviare l’installazione di un firmware difettoso che potrebbe compromettere il corretto funzionamento del veicolo. Avrete inoltre considerato che a volte un aggiornamento sembra scomparire del tutto dai radar proprio mentre eravate pronti a procedere. Questo accade perché Tesla monitora costantemente i dati telemetrici della flotta e, qualora venisse rilevata un’anomalia anche minima in una nuova versione, la casa madre può decidere di ritirare immediatamente quel pacchetto dalla distribuzione per motivi di sicurezza. È bene ricordare che per consentire il successo di queste operazioni, la nostra auto deve trovarsi in condizioni ottimali, come avere una carica della batteria superiore al venti per cento e una batteria dei servizi in piena salute, poiché il sistema non correrebbe mai il rischio di spegnersi durante una fase così delicata come la scrittura del nuovo software. Come sempre, spero di esserVi stato utile, il Vostro ModERD di fiducia.

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📢 GUIDA RAPIDA: Scegliere lo Smartphone ideale per la vostra Tesla (UWB & Wireless Charging)

Moltissimi membri della community ci hanno chiesto chiarimenti su quali dispositivi permettano di sfruttare al 100% le potenzialità delle nostre Tesla, in particolare della nuova Model 3 Highland. Per rispondere ai vostri dubbi, abbiamo preparato una guida tecnica dettagliata. Trovate l’articolo completo sul nostro sito ufficiale radioteslaitalia.it e un’infografica riassuntiva allegata a questo post per una consultazione rapida! 🎨📲 💡 Perché queste due tecnologie sono fondamentali? Per chi possiede o sta per acquistare una Model 3 Highland, la combinazione di queste due caratteristiche cambia l’esperienza d’uso quotidiana: ✅ Modelli Compatibili (Lista aggiornata 2026) Ecco i dispositivi che integrano entrambe le tecnologie, suddivisi per produttore: 🍎 Apple (Integrazione Completa) Quasi tutti i modelli recenti supportano entrambi gli standard: 🔹 Samsung (Serie Premium e Fold) La ricarica wireless è comune, ma l’UWB è riservato ai modelli di punta: 🤖 Google Pixel 🚀 Altri Produttori ⚠️ Un’avvertenza importante per la sicurezza Vi ricordiamo che Tesla sconsiglia caldamente di lasciare schede NFC (come la Key Card dell’auto o carte di credito) tra il telefono e il tappetino di ricarica. Il calore e l’induzione magnetica potrebbero danneggiare irreparabilmente i chip delle vostre carte! Consultate l’infografica qui sotto per confrontare i modelli a colpo d’occhio e correte su radioteslaitalia.it per l’approfondimento tecnico completo. Come sempre spero di esserVi stato utile, il Vostro ModERD di fiducia.

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Vademecum: Acquisto Tesla con Agevolazioni Legge 104

L’acquisto di una vettura Tesla tramite le agevolazioni della Legge 104/92 consente di beneficiare di importanti sgravi fiscali. Per le auto elettriche, il criterio fondamentale non è la potenza massima pubblicizzata, ma la potenza omologata riportata sulla carta di circolazione. 1. Beneficiari delle Agevolazioni Possono accedere ai benefici le persone con disabilità (o i familiari che le hanno fiscalmente a carico, con reddito annuo del disabile non superiore a 2.840,51 €, elevato a 4.000 € se di età inferiore ai 24 anni) appartenenti a queste categorie: 2. Le Agevolazioni Fiscali in Dettaglio 3. Limiti di Potenza e Modelli Tesla Idonei Per le auto elettriche, l’IVA al 4% è applicabile solo se la potenza indicata al punto P.2 del Documento Unico (ex libretto di circolazione) è pari o inferiore a 150 kW (204 CV). Tale valore indica la potenza media erogata in 30 minuti e non la potenza di picco. Modelli Compatibili (IVA al 4% applicabile): In base alle omologazioni attuali, i seguenti modelli rientrano nei limiti: Modelli NON Compatibili: 4. Documentazione da Presentare Per perfezionare l’acquisto con IVA ridotta, occorre fornire a Tesla: 5. Iter Operativo per l’Acquisto 6. Vincoli e Limitazioni

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NOTIFICHE E MODALITA’ NON DISTURBARE

Prendo spunto da uno spiacevole episodio, postato su un gruppo facebook, in cui un utente si è ritrovato la macchina devastata da un ladro. Come sicuramente sapete, in caso di tentativi di effrazione o in caso venga attivato l’allarme o la sentinella, la vettura invia una serie di notifiche al nostro smartphone. Nel caso NON si abbia sottoscritto la Tesla Premium Connectivity, saranno delle semplici ma efficaci notifiche tesuali. Con la sottoscrizione si hanno anche le anteprime video incluse nelle notifiche. Ma cosa accade se, per caso, vi arriva una notifica mentre avete il telefono in modalità ‘Non Disturbare’? Accade che, ovviamente, non ve ne accorgerete se non quando magari saranno passate ore. Ho quindi pensato di allegarvi un paio di video (Android e iPhone) su come aggiungere l’APP Tesla alla lista delle esclusioni. In modo che se anche avete la modalità DND attiva l’App potrà bypassare i controlli e avvisarvi con le solite modalità.

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RICARICA RAPIDA

Ricarica rapida: è un problema? Ha ancora senso che sia menzionata in un annuncio di vendita o acquisto? E a cosa devo stare attento? O sarebbe meglio dire: dove quando ‘devono cadermi le mani’? Quanti di voi hanno sentito dire che la ricarica super veloce rovina la batteria della vostra Tesla? È un tema che circola da anni nel mondo delle auto elettriche, ma niente panico, non è più così! In effetti, è vero che le primissime auto elettriche avevano qualche problema con il degrado della batteria a causa di una gestione non ottimale della ricarica. Pensate alla Nissan Leaf del 2012: utilizzava un sistema di raffreddamento della batteria ad aria, che non era abbastanza efficace per proteggerla dallo stress della ricarica rapida. Questo portava a una degradazione più rapida della batteria nel tempo. Oggi, grazie ai progressi tecnologici, la ricarica rapida non è più una minaccia!I produttori, e Tesla in particolare, hanno fatto passi da gigante per ottimizzare la gestione della batteria durante la ricarica ad alta velocità. Sapete qual è la buona notizia? Oggi potete ricaricare rapidamente senza troppi timori, perché i sistemi moderni proteggono la batteria in modo efficace. Ecco come ci sono riusciti: Preriscaldamento intelligente:Oggi, la vostra Tesla si prende cura di tutto automaticamente. Quando vi avvicinate a un Supercharger o ad una colonnina ultra-rapida, il sistema di gestione della batteria si attiva per riscaldarla, mettendola nel miglior range operativo possibile. Questo significa che, quando attaccate la spina, la batteria è già pronta per ricevere la ricarica nel modo più efficiente e sicuro possibile, riducendo al minimo lo stress. Un consiglio che vi do personalmente: evitate di cercare di forzare certi comportamenti. Alcuni potrebbero essere tentati di avviare o interrompere manualmente il preriscaldamento (magari tramite hub di terze parti) per cercare di “ottimizzare” la ricarica. In realtà, questo può interferire con gli sforzi del sistema nel mantenere la batteria nelle condizioni ideali, vanificando in parte tutto il lavoro dei costruttori. Questo spiega anche il perché dovreste prendere dimestichezza con il concetto di ‘curva di ricarica’ e del suo impatto sulle relative velocità alla colonnina. Quando arrivate alle colonnine, qualsiasi colonnina anche di quelle non segnalate dal navigatore, la vettura effettua tutta la sua dignostica. E vi impedisce comunque di caricare a potenza elevata se non ci sono i requisiti necessari. Eliminando la discriminante dell’utente più o meno informato, hanno eliminato la possibilità di errori. Perché reintrodurla? Fidiamoci. Curve di ricarica intelligenti: Tesla ha una “ricetta segreta” per proteggere la batteria durante la ricarica veloce. Non si tratta solo di spingere la massima potenza subito: la ricarica è studiata per essere rapida all’inizio, poi rallenta un po’ per evitare il surriscaldamento e per completare il processo nel minor tempo possibile. Questa “curva di ricarica” aiuta a preservare la salute della batteria, evitando che venga stressata inutilmente durante le fasi più delicate. Quindi “la ricarica rapida è sicura?” Assolutamente sì! Grazie a questi accorgimenti, non è più un tabù come in passato. Non dovete preoccuparvi troppo per la salute della batteria quando usate il Supercharger. I moderni sistemi di gestione sono stati progettati per proteggere la batteria anche durante le ricariche ad alta potenza, rendendo la ricarica rapida una soluzione perfetta per chi deve ripartire velocemente senza troppe preoccupazioni. E Tesla nello specifico? Le Tesla, in particolare le nuove versioni con batterie LFP, sono tra le più resistenti sul mercato quando si parla di ricarica rapida. Le batterie LFP sono meno soggette a degrado rispetto alle altre, il che significa che potete ricaricarle più spesso e in modo più veloce senza che questo impatti significativamente la loro durata nel tempo. Se non avete la possibilità di ricaricare a casa, lo studio lascia intendere che sarebbe meglio orientarsi verso una Tesla con batteria LFP. Queste batterie sono meno sensibili al degrado causato dalla ricarica rapida, il che le rende perfette per chi deve affidarsi spesso ai Supercharger. D’altro canto, se potete ricaricare a casa, la scelta diventa più flessibile: potete tranquillamente scegliere tra una Tesla con batteria LFP o NMC, a seconda delle vostre abitudini di percorrenza. Ovviamente NON è farina del mio sacco. Io mi sono solo limitato a guardare il video e leggere i paper scientifici. Pur avendo fatto ingegneria, non è questo il mio campo e quindi apprezzo il lavoro di divulgazione fatto da specialisti e Youtuber competenti in materia come lui. Vi allego il video e le fonti così che i più curiosi possano esplorare in totale autonomia. Come sempre, questi consigli sono validi ad oggi. Con gli studi e le batterie che ci sono in circolazione. Non rappresentano una verità assoluta ed immutabile nel tempo. Altri studi e nuove scoperte potrebbero arrivare nei prossimi anni. Ma, nel frattempo, direi che possiamo farceli bastare. Link ai paper:https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352152X22014992?via%3Dihub https://chemistry-europe.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/celc.202000650 Link al video divulgativo:

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RICARICA E CALIBRAZIONE (EDIZIONE BATTERIE LFP)

Nell’ultimo periodo molti chiedono come caricare la propria Model 3 Highland RWD con batterie LFP, quale sia lo scopo della calibrazione, quando è necessaria e perché. Eccovi una sintesi di quanto recentemente argomentato in uno studio scientifico e riportato in un interessante video esplicativo. Vi lascio il link al video e il riferimento allo studio. Fatemi sapere nei commenti se volete un post analogo per le best-practices per le batterie NMC di AWD e Performance.Pratiche per il buon utilizzo di una batteria LFP Motivi per cui i costruttori richiedono determinati tipi di mantenimento dello stato di carica

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SENTINELLA E DASHCAM

Guida all’Utilizzo della Modalità Sentinella e Dashcam della Tesla Model 3 La vostra Tesla Model 3 offre alcune funzioni avanzate, come la Modalità Sentinella e la Dashcam, che vi aiutano a tenere il veicolo al sicuro, ma richiedono anche una certa attenzione per non sprecare troppa energia, riempire la memoria inutilmente e permettervi di avere dei video che vi tutelino anche quando sembra ormai tutto perduto. Qui di seguito trovate i pro e i contro di queste funzioni, consigli su come configurarle al meglio e suggerimenti su come recuperare i dati. Piccolo disclaimer prima di continuare.In questo post non mi addentrerò in questioni legate alla scelta del dispositivo o sulla questione relativa ai consumi del sistema sentinella. Modalità Sentinella Pro/Contro, Come Funziona e Come Impostarla Pro: – Sorveglia la macchina mentre è parcheggiata. – Registra video se rileva movimenti sospetti. – Potete ricevere notifiche in tempo reale tramite l’app Tesla (a seconda del paese – in Italia, la legge permette solo notifiche testuali in caso di impatto o effrazione, niente video in diretta). Contro: – Consuma un po’ di batteria anche da ferma, essendo un sistema di sorveglianza attivo. – Se usate una memoria di bassa qualità, rischiate che i dati non vengano salvati correttamente (a fine guida trovate un link con il mio consiglio su cosa scegliere e come configurarlo). Come Escludere Automaticamente Certi Luoghi Potete impostare la Modalità Sentinella per non attivarsi in alcuni posti sicuri, come casa, lavoro o altri luoghi preferiti, così da risparmiare batteria senza dovervi ricordare ogni volta di attivarla/disattivarla manualmente: 1. Aggiungere Luoghi Preferiti: – Andate su Navigatore > Luoghi > Aggiungi Luogo e inserite l’indirizzo di casa o lavoro. Cliccate sull’icona a forma di stella per salvarli invece tra i preferiti. – Una volta impostati, andate su Comandi > Sicurezza > Modalità Sentinella e attivate l’opzione per escludere queste località. 2. Rilevazione con Telecamera: Questa modalità attiva la registrazione non solo in caso di impatto o effrazione, ma appena rileva un movimento grazie alle immagini. Può essere utile, ma considerate che consuma più batteria. N.B. Come tutti i sistemi basati sulla rilevazione del movimento tramite immagini, il sistema funziona paragonando costantemente i fotogrammi precedenti a quelli successivi. Non è nota agli utenti la percentuale di differenza tra due fotogrammi che innesca la registrazione. Per tanto, movimenti di avvicinamento frontale alla vettura (come una persona o una vettura che viene verso di noi frontalmente procedendo in linea retta) potrebbero non attivare la registrazione se non attivando poi i sensori di impatto (che hanno una tolleranza abbastanza alta – l’intensità dell’urto è un altro parametro ignoto agli utenti). 3. Durata delle Clip: Impostare una durata di almeno 10 minuti potrebbe sembrare tanto, ma se qualcuno vi urta e poi si ferma a lungo, una clip breve potrebbe non registrare il momento in cui se ne va, facendovi perdere dettagli importanti come la targa. Dashcam Pro: – Registra continuamente mentre guidate. – Salva automaticamente i video in caso di incidenti o situazioni critiche. – Potete salvare manualmente i filmati premendo il clacson (se l’avete impostato) o cliccando sull’icona a forma di telecamera. Contro: – Si limita a un’ora di registrazione continua; i video più vecchi vengono sovrascritti. ATTENZIONE A QUESTO PUNTO. POTREBBE TOGLIERVI DAI GUAI IN CASO LA VETTURA NON ABBIA REGISTRATO O VI SIATE DIMENTICATI DI SALVARE I VIDEO IN MOMENTI CONCITATI. CI TORNEREMO TRA POCO. Recuperare i Dati dalla Chiavetta USB/Disco SSD RECENT CLIPS – una cartella che può tirarci fuori dai guai senza dover ricorrere necessariamente al recupero dei dati. SIA DASHCAM CHE SENTINELLA HANNO CLIP RECENTI Durante la guida, a prescindere da qualsiasi tipo di impostazione voi abbiate e a meno che non abbiate disattivato la dashacam o sentinella, la funzione dashcam registra costantemente, come un impianto di sorveglianza a circuito chiuso. Sovrascrivendo i dati ogni ora. Perché è importante saperlo? Perché nel malaugurato caso di un sinistro, potreste non avere la prontezza o la lucidità di salvare i dati premendo sulla sua icona o usando il clacson. Staccate la chiaveta il prima possibile dopo l’evento. Sia che si tratti di un evento avvenuto durante la guida, sia nel caso di eventi della sentinella che non rilevate dal display della vettura. Collegatela ad un PC/iMAC. Tra le varie directory/cartelle presenti ne troverete una chiamata ‘RECENT CLIPS’. Lì dentro ci trovate l’ultima ora di registrazione. E’ una cartella temporanea, da cui la vettura sposta i dati nel momento in cui premete l’icona per il salvataggio. Se non premete nulla restano in quella cartella. Se avete perso filmati importanti dalla Dashcam o dalla Modalità Sentinella e il metodo precedente non vi è d’aiuto (perché magari è passata più di un’ora), potete usare dei software di recupero per tentare di recuperarli. Ecco alcune opzioni: – Recuva – Disk Drill – PhotoRec o iBoysoft Data Recovery Nota da NERD Quando cancellate un file da un supporto di memorizzazione (come una chiavetta USB o un SSD), i dati non vengono immediatamente eliminati. Il sistema operativo segna i blocchi di memoria che contenevano il file come “liberi”, rendendoli disponibili per nuovi dati, ma il contenuto originale rimane finché non viene sovrascritto. Per questo motivo, è possibile recuperare i file cancellati usando software di recupero dati, a meno che quei blocchi non siano stati sovrascritti da nuove informazioni. Suggerimenti Utili – Evitare Sovrascritture: Se notate che dei video sono stati cancellati, fermate subito la registrazione della Dashcam per evitare che vengano sovrascritti. Potete farlo cliccando sull’icona della Dashcam fino a quando non diventa grigia. – Controllare la Memoria: Controllate periodicamente quanto spazio è rimasto sulla vostra Chiavetta USB/Disco SSD e formattate regolarmente per mantenere le prestazioni al massimo dopo aver copiato altrove gli eventi che vi interessano maggiormente. – Controllare le Notifiche: Verificate regolarmente le notifiche dell’auto (l’icona a forma di campanella in alto a destra sul display) per eventuali errori sulle periferiche USB. In caso di problemi, controllate che la chiavetta sia collegata correttamente, altrimenti rischiate di non salvare eventi importanti proprio quando ne avete bisogno.

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INDOVINOMETRO

PROVIAMO A RISPONDERE AD UNA DELLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI. QUELLA PIU’ DISPENSATRICE DI ODIO E POLEMICHE. QUELLA CHE FACCIAMO TUTTI APPENA CI SEDIAMO NELLA TESLA APPENA RITIRATA. AGGIORNAMENTO A FINE POST L’Indovinometro delle Tesla: Un Mito da Sfatare! Molti di voi, al ritiro della vettura, si allarmano quando l’indicatore di autonomia segna un valore diverso da quello pubblicizzato sul sito al momento dell’ordine. Non vi preoccupate. Ora cerchiamo di chiarire. I valori che leggerete sono solitamente (con cerchi da 18″): circa 438 km per le Model 3 Highland RWD (con le batterie LFP da 60 kWh) circa 455 km per le Model 3 Highland RWD (con le batterie LFP da 62.5 kWh installate a partire da Aprile 2025)circa 550 km per le Model 3 Highland AWD (batterie NMC) La domanda che sorge è, ovviamente, ‘PERCHE”? Molti (me compreso all’inizio di questa nuova esperienza) ritengono erroneamente che il valore di autonomia stimato (affettuosamente chiamato “indovinometro”) cambi in base al nostro stile di guida o alle condizioni stradali. No, non lo fa! Non cercate lì la risposta. Perché non è quello il motivo della discrepanza. Quella cifra che vediamo sul display è preimpostata e basata sul ciclo di omologazione standard (NEDC, WLTP o EPA, a seconda del mercato), NON tiene conto di come stiamo realmente guidando, delle condizioni climatiche o stradali in tempo reale. E NON si adegua nel tempo perché impara a capire come guidiamo. No. Rappresenta il valore di autonomia registrato durante i test di omologazione per quel tipo di batteria. Questo significa che: – Se guidate in modo aggressivo o state affrontando una lunga salita, l’auto vi mostrerà lo stesso valore di autonomia. – Anche l’uso del climatizzatore o del riscaldamento non modifica il numero dell’indovinometro. QUANDO CAMBIA E PERCHE’?La domanda successiva è ‘perché la mia OGGI segna 428 km al 100% mentre PRIMA segnava 438 km?’Risposta secca: è il naturale degrado della batteria. Si verifica in maniera accentuata nei primi anni/km di vita della vettura per poi stabilizzarsi. E’ quindi normale avere un valore iniziale di 438 km e vederlo diminuire dopo un anno/20.000 km di un 1 o 2%. (fate riferimento al link allegato per consultare il post in cui lo studio e il video consigliavano quali sono le pratiche migliori per ridurre il degrado nel lungo periodo) COME FA LA VETTURA A CAPIRE QUANTA CARICA RESTA NELLA BATTERIA? E’ un discorso complesso al quale, su questo gruppo, abbiamo cercato di dare una risposta basandoci sulle competenze e sugli studi di persone che hanno le necessarie capacità per trattare l’argomento (di nuovo – trovate un link alla fine del post). Semplificando molto: – le batterie LFP hanno una curva di scarica piatta superato già il 50% e che solo in prossimità del 100% varia in maniera apprezzabile. Misurando quella tensione, al 100%, il BMS presente in auto (Battery Management System) può calcolare/calibrare quanta energia resta a quella data percentuale. Ed ecco che, facendo la calibrazione, ogni tanto, per via del naturale degrado, vi ritrovate progressivamente con qualche chilometro in meno. – le batterie NMC effettuano la calibrazione solo quando rilevano che la vettura è in uno stato di ‘sonno profondo‘ (in gergo ‘Deep Sleep’) per almeno 3 ore. Ma, per poter correttamente riportare un dato attendibile, ha bisogno di effettuare questa ‘lettura’ a percentuali diverse. Quindi, nel caso delle Long Range, la corretta procedura di calibrazione consiste nel permettere alla vettura di entrare in deep sleep (niente sentinella – protezione surriscaldamente abitacolo – niente ricarica) e lasciarla in quello stato a valori di percentuale di carica diverse. Ad esempio: stasera lascio la vettura in garage senza nulla attivato mentre si trova al 30%, domani al 50%, dopodomani al 70% e così via. A quel punto, caricando la vettura al 100%, il valore riportato dall’indovinometro restituirà un valore attendibile di quanta energia resta in batteria rispetto al ciclo di omologazione originario (da non confodere con l’autonomia reale – mi raccomando). UTILIZZO DEI DATI:‘Ok, ma ora che abbiamo appurato che esiste questa discrepanza e capito a cosa è dovuta, a cosa mi serve?’ Supponiamo che avete appena ritirato la vettura. L’indovinometro segna 438 km. Passa un anno/20.000 km (a titolo di esempio) e segna 428 km. Da questa semplice relazione possiamo dedurre, a grandi linee, che la batteria ha subito un degrado naturale intorno al 2%. Semplicemente facendo le dovute proporzioni 438 : 100 = 428 : X – viene fuori un bel 97.8% della capacita originale. Senza dover acquistare periferiche da allacciare alla presa ODB, senza sbattimenti vari, senza andare nel panico e correre ad aprire ticket inutili. Serve quindi a capire quanto degrado abbiamo e a renderci conto che se vogliamo una stima della reale autonomia, basata sullo stile di guida degli ultimi 10/20/50 km, sulle condizioni della vettura, sul clima e tutto il resto, dobbiamo usare lo strumento ENERGY APP presente in vettura che trovate nel menù delle applicazioni sul pad. Qui troverete un’analisi basata sui consumi effettivi e sulle condizioni recenti di guida. I valori di autonomia stimati da questa app sono quelli attendibili. Ricordate: l’indovinometro non è un indicatore preciso dell’autonomia reale, ma solo una stima basata su parametri ideali di un ciclo di omologazione difficilmente replicabile nella vita quotidiana e che serve a testare le vetture in condizioni quanto più ‘eque e standard’ tra loro. Quindi non lasciatevi ingannare da quel numero fisso. Il consiglio spicciolo che poteva darvi chiunque sarebbe quello di impostare la visualizzazione in percentuale della batteria. Ma quel valore in chilometri ha la sua utilità. Magari non nella vita di tutti i giorni. Ma ogni tanto andate a guardarlo. Perché se, ad esempio, passa dai 438 km originari a 300 km dopo un anno, allora si che è il caso di preoccuparsi e chiedere un controllo a Tesla. AGGIORNAMENTO: A seguito del rilascio dell’aggiornamento 2025.8.4 Tesla ha comunicato che ‘Ora la stima di energia della tua batteria prende in considerazione le caratteristiche di utilizzo del veicolo e si regolerà nel tempo in base alla cronologia. L’energia totale disponibile

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