RICARICA RAPIDA

⚡ Ricarica rapida: è un problema? Ha ancora senso che sia menzionata in un annuncio di vendita o acquisto? E a cosa devo stare attento? O sarebbe meglio dire: dove quando ‘devono cadermi le mani’?

Quanti di voi hanno sentito dire che la ricarica super veloce rovina la batteria della vostra Tesla? È un tema che circola da anni nel mondo delle auto elettriche, ma niente panico, non è più così!

In effetti, è vero che le primissime auto elettriche avevano qualche problema con il degrado della batteria a causa di una gestione non ottimale della ricarica. Pensate alla Nissan Leaf del 2012: utilizzava un sistema di raffreddamento della batteria ad aria, che non era abbastanza efficace per proteggerla dallo stress della ricarica rapida. Questo portava a una degradazione più rapida della batteria nel tempo.

Oggi, grazie ai progressi tecnologici, la ricarica rapida non è più una minaccia!

I produttori, e Tesla in particolare, hanno fatto passi da gigante per ottimizzare la gestione della batteria durante la ricarica ad alta velocità. Sapete qual è la buona notizia? Oggi potete ricaricare rapidamente senza troppi timori, perché i sistemi moderni proteggono la batteria in modo efficace.

Ecco come ci sono riusciti:

🔸 Preriscaldamento intelligente:

Oggi, la vostra Tesla si prende cura di tutto automaticamente. Quando vi avvicinate a un Supercharger o ad una colonnina ultra-rapida, il sistema di gestione della batteria si attiva per riscaldarla, mettendola nel miglior range operativo possibile. Questo significa che, quando attaccate la spina, la batteria è già pronta per ricevere la ricarica nel modo più efficiente e sicuro possibile, riducendo al minimo lo stress.

Un consiglio che vi do personalmente: evitate di cercare di forzare certi comportamenti. Alcuni potrebbero essere tentati di avviare o interrompere manualmente il preriscaldamento (magari tramite hub di terze parti) per cercare di “ottimizzare” la ricarica. In realtà, questo può interferire con gli sforzi del sistema nel mantenere la batteria nelle condizioni ideali, vanificando in parte tutto il lavoro dei costruttori. Questo spiega anche il perché dovreste prendere dimestichezza con il concetto di ‘curva di ricarica’ e del suo impatto sulle relative velocità alla colonnina. Quando arrivate alle colonnine, qualsiasi colonnina anche di quelle non segnalate dal navigatore, la vettura effettua tutta la sua dignostica. E vi impedisce comunque di caricare a potenza elevata se non ci sono i requisiti necessari. Eliminando la discriminante dell’utente più o meno informato, hanno eliminato la possibilità di errori. Perché reintrodurla? Fidiamoci.

🔸 Curve di ricarica intelligenti:

Tesla ha una “ricetta segreta” per proteggere la batteria durante la ricarica veloce. Non si tratta solo di spingere la massima potenza subito: la ricarica è studiata per essere rapida all’inizio, poi rallenta un po’ per evitare il surriscaldamento e per completare il processo nel minor tempo possibile. Questa “curva di ricarica” aiuta a preservare la salute della batteria, evitando che venga stressata inutilmente durante le fasi più delicate.

Quindi “la ricarica rapida è sicura?”

Assolutamente sì! Grazie a questi accorgimenti, non è più un tabù come in passato. Non dovete preoccuparvi troppo per la salute della batteria quando usate il Supercharger. I moderni sistemi di gestione sono stati progettati per proteggere la batteria anche durante le ricariche ad alta potenza, rendendo la ricarica rapida una soluzione perfetta per chi deve ripartire velocemente senza troppe preoccupazioni.

E Tesla nello specifico?

Le Tesla, in particolare le nuove versioni con batterie LFP, sono tra le più resistenti sul mercato quando si parla di ricarica rapida. Le batterie LFP sono meno soggette a degrado rispetto alle altre, il che significa che potete ricaricarle più spesso e in modo più veloce senza che questo impatti significativamente la loro durata nel tempo.

Se non avete la possibilità di ricaricare a casa, lo studio lascia intendere che sarebbe meglio orientarsi verso una Tesla con batteria LFP. Queste batterie sono meno sensibili al degrado causato dalla ricarica rapida, il che le rende perfette per chi deve affidarsi spesso ai Supercharger. D’altro canto, se potete ricaricare a casa, la scelta diventa più flessibile: potete tranquillamente scegliere tra una Tesla con batteria LFP o NMC, a seconda delle vostre abitudini di percorrenza.

Ovviamente NON è farina del mio sacco. Io mi sono solo limitato a guardare il video e leggere i paper scientifici. Pur avendo fatto ingegneria, non è questo il mio campo e quindi apprezzo il lavoro di divulgazione fatto da specialisti e Youtuber competenti in materia come lui. Vi allego il video e le fonti così che i più curiosi possano esplorare in totale autonomia.

Come sempre, questi consigli sono validi ad oggi. Con gli studi e le batterie che ci sono in circolazione. Non rappresentano una verità assoluta ed immutabile nel tempo. Altri studi e nuove scoperte potrebbero arrivare nei prossimi anni. Ma, nel frattempo, direi che possiamo farceli bastare.

Link ai paper:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352152X22014992?via%3Dihub

https://chemistry-europe.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/celc.202000650

Link al video divulgativo:

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